Il ruolo delle immagini nella interpretazione della Commedia
Descrizione
Seguendo il modello dei manoscritti dei testi biblici e dei classici, la Commedia fu accompagnata da commenti e da illustrazioni fin dal 1322-1324: da subito Dante è diventato un “classico” da studiare come la Bibbia, i poeti e i filosofi antichi: non è un caso che compiano commenti in latino.
La pratica continua e costituisce il “secolare commento”. Di esso fanno parte integrante non solo le note e i saggi critici, ma anche le immagini che non sono esornative ma costituiscono interpretazioni e rispecchiano le varie letture dei lettori e delle diverse epoche.
Dante procede “facendoci vedere” il mondo che la sua fantasia costruisce; egli scrive che sta figurando. Le immagini diventano un mezzo particolarmente efficace per comunicare le parole del testo, il loro grande numero e l’enorme varietà testimonia la pluralità delle interpretazioni.
In una realtà nella quale la comunicazione per immagini ha uno spazio sempre maggiore è fondamentale presentare il ricchissimo patrimonio illustrativo sia nelle edizioni della Commedia sia nella pratica scolastica. Attraverso la miniatura, il disegno, il cinema, i manga emergono aspetti che le sole parole non sono in grado di farci cogliere.
Attestato
Al termine dell’evento viene rilasciato l’attestato di partecipazione digitale valido ai fini della formazione e dell’esonero a scuola.
Relatori/Relatrici
Gianfranco Bondioni
Laureato in Filosofia presso l’Università di Milano, ha insegnato nei licei classici, all’Università di Brescia e all’Università Cattolica di Milano. Membro dei Comitati scientifici di diverse associazioni culturali e musei, collabora con numerosi giornali e riviste.
Ha pubblicato saggi di storia, antropologia e letteratura, con particolare attenzione alla dantistica.
Autore di testi scolastici per la Casa Editrice Principato, ha scritto Commedia (la Divina Commedia) e curato il fascicolo Antologia della Commedia all’interno del corso di letteratura italiana L’Amorosa inchiesta.